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CROAZIA

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Fonte: Centro Spedizionieri Doganali

 



INDICE

Quadro generale della Croazia
Territorio e demografia
Situazione economica generale
Il commercio internazionale


Normativa doganale e regime di import-export
Regolamentazione delle importazioni
Documentazione richiesta
Zone franche

Investimenti stranieri

Il regime fiscale
Imposta sul valore aggiunto
Imposte dirette sulle persone giuridiche
Imposte dirette sulle persone fisiche




QUADRO GENERALE DELLA CROAZIA

Territorio e demografia


La Repubblica Croata, che si trova nell'Europa sud-orientale e nel nord-ovest della penisola balcanica, si estende per 56.542 kmq con una forma del tutto particolare dalla pianura pannonica ai confini con Slovenia, Ungheria e Repubblica Federale Jugoslava.
Confina a nord con la Slovenia, a nord-est con l'Ungheria, ad est con Repubblica Jugoslava, all'estremo lembo a sud con la repubblica del Montenegro e a sud-est con la Bosnia Erzegovina.
L'attuale Repubblica di Croazia è diventata indipendente dalla Jugoslavia il 25 giugno del 1991.
Il territorio della Croazia è molto vario, caratterizzato da pianure lungo i confini con l'Ungheria e da basse montagne e altopiani lungo la costa adriatica.
Il clima è continentale  con estati  calde

ed inverni freddi nelle parti interne del paese, mentre prevale un clima mediterraneo sulla costa, caratterizzato da inverni miti ed estati secche.
La popolazione ammonta a circa 4.390.000 abitanti con una densità di 77,5 abitanti/kmq. Tale dato però non tiene conto degli spostamenti di popolazione determinati dal conflitto del 1991 che hanno portato la Croazia ad ospitare numerosi rifugiati provenienti dalla Bosnia Erzegovina.
La maggioranza della popolazione, circa il 78% è di etnia croata, mentre il 12% è di etnia serba e la restante parte è costituita da altre etnie.
La capitale è Zagabria. La lingua ufficiale è il croato, ma nel paese sono relativamente diffuse anche il serbo, l'italiano, il tedesco, il ceco, lo slovacco e l'ungherese.

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Situazione economica generale


Prima della dissoluzione della Jugoslavia la Croazia era una delle repubbliche più ricche, seconda solo alla Slovenia, ed il suo reddito pro-capite superava di quasi un terzo la media nazionale.
In seguito alle guerre sviluppatesi dal 1991 al 1995 nei balcani ed alle successive vicende politiche, la Croazia si ritrova ad avere un'economia al limite della bancarotta.
Nel 1995 sono stati avviati i primi programmi di ricostruzione e riforma, ma con la fine del conflitto la ricostruzione e la ripresa hanno stimolato la crescita della domanda interna e l'emergere di crescenti disavanzi nella bilancia commerciale. Il successivo conflitto nel Kosovo ha ulteriormente peggiorato la situazione: molte aziende hanno chiuso e anche l'agricoltura, nonostante l'abbondanza di terreno fertile, si è limitata ad un'agricoltura familiare destinata al mercato   locale,    così   da    richiedere


l'importazione di rilevanti quantità di frutta e ortaggi. Per uscire da questa profonda crisi il governo croato punta ora sugli investimenti esteri.
Attualmente circa un quarto del PIL è costituito dall'industria manifatturiera e dall'attività mineraria.
Le industrie principali si trovano attorno alla capitale  e sono costituite dalla chimica e plastica, lavorazione dei metalli, elettronica, acciaio, alluminio, carta, prodotti del legno, materiale da costruzione, tessile, raffinazione del petrolio, alimentari e bevande.
L'agricoltura rappresenta invece l'8% del prodotto interno lordo. Le coltivazioni principali sono quelle del frumento, orzo, avena, uva, agrumi, frutta, olive, e allevamento del bestiame.
Notevolmente importante è l'industria turistica, che contribuisce al PIL in misura del 67%, assicurando un afflusso consistente di divise estere.

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Il commercio internazionale


Per quanto attiene ai rapporti commerciali con l'Unione Europea la Croazia gode del regime preferenziale autonomo, oltre ad un aumento delle concessioni commerciali da parte della Commissione Europea.
Anche se gli scambi commerciali della Croazia riguardano un ampio numero di paesi di tutto il mondo, oltre la metà dell'interscambio è realizzato con i paesi dell'Unione Europea, principalmente con Germania ed Italia. Anche la Slovenia e la Bosnia Erzegovina detengono importanti posizioni nel commercio con la Croazia.
Nel periodo gennaio-marzo 2001 l'interscambio commerciale della Croazia è stato di circa 3,059 miliardi di dollari, con un aumento del 12% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. Nello stesso periodo le esportazioni sono state di circa 1,084 miliardi di dollari, con una crescita dell'1,4% rispetto al primo trimestre del 2000. Le importazioni invece hanno registrato un incremento maggiore, pari al 19% rispetto allo stesso periodo del 2000, con un valore di 1,975 miliardi di dollari.
Nel primo trimestre del 2001, l'Italia è stato    il   principale   acquirente   della


merce croata, con una quota del 22,6% sul totale export croato. La Germania si è collocata al secondo posto, con una quota del 15,8%; seguono la Slovenia con il 9,7% e l'Austria con il 6,6%.
Per quanto riguarda i fornitori, al primo posto si è collocata la Germania, con il 16,4% del totale import croato. Al secondo posto si è trovata l'Italia con il 15,9%, seguita dalla Slovenia con l'8,1% e dall'Austria con il 6,7%.
Fra i settori che maggiormente concorrono all'export croato si trovano le materie prime ed i prodotti intermedi, tra cui legname e segati, petrolio e derivati, le materie plastiche, l'equipaggiamento e le attrezzature per trasporto, i motori elettrici, le macchine ed apparecchi elettrici, abbigliamento e maglieria ed i prodotti dell'industria calzaturiera.
La struttura merceologica delle importazioni riguarda una vasta gamma di prodotti. In particolare si tratta del petrolio greggio e prodotti dell'industria petrolchimica, i prodotti intermedi e quelli per uso industriale, i veicoli stradali e loro parti, i macchinari vari, i prodotti alimentari, calzature ed abbigliamento, i prodotti dell'industria cosmetica e farmaceutica ecc.

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© Tourist Board of Split-Croatia



NORMATIVA DOGANALE E REGIME DELLE IMPORTAZIONI

Regolamentazione delle importazioni


Com'è regolata l'importazione di merci nel paese? Quali sono i dazi all'importazione?

La merce che entra nel territorio doganale della Repubblica Croata è sottoposta alla sorveglianza doganale dal momento dell'ingresso fino al rilascio nel libero commercio o in un altro procedimento doganale, oppure fino al momento in cui viene esportata o distrutta sotto la sorveglianza doganale.
La normativa doganale croata prevede cinque differenti procedimenti doganali: magazzino doganale, produzione interna, lavorazione interna, lavorazione sotto la sorveglianza doganale ed importazione temporanea, produzione esterna ed esportazione. Al momento dell'introduzione delle merci nel paese l'importatore ha l'obbligo di dichiararla  all'ufficio doganale e di indicare il procedimento doganale a cui intende assoggettarla. I prodotti la cui importazione è soggetta a contingentamenti sono le patate, il granoturco da semina, uva, pere, zucchero, vini rossi e liquorosi, cementi ed altri materiali per l'edilizia, alcuni tipi di macchine utensili per la lavorazione del legno.

Dal 1 gennaio 2002 è entrato in vigore il nuovo regime degli scambi commerciali della Croazia. Il nuovo regime doganale, che di fatto esenta dai dazi doganali la maggior parte dei prodotti industriali, è stato concordato con 27 paesi con i quali sono stati firmati accordi di libero scambio. In particolare accordi sono stati sottoscritti con i paesi aderenti all'Efta, con gran parte di quelli aderenti alla Cefta e con l'UE, a fronte del Patto di stabilità e associazione firmato alla fine dello scorso anno.
I dazi doganali sono applicati sulla merce importata attraverso il sistema ad valorem con aliquote che variano tra lo 0 ed il 6,5%.
Per alcuni prodotti agroalimentari inoltre è previsto il pagamento del prelievo, ossia un dazio espresso in valore assoluto per unità di misura.
La normativa doganale inoltre tende ad eliminare le restrizioni sotto forma di licenze e contingenti, tutelando la produzione locale tramite i soli dazi doganali e privilegiando le importazioni di merci che non vengono prodotte in Croazia.

Sono previsti dei trattamenti preferenziali?

Trattamenti preferenziali sono applicati sulla base degli accordi di libero scambio stipulati tra la Croazia ed i paesi dell'area balcanica.
In particolare l'accordo con la Slovenia prevede la completa abolizione di tutti i dazi doganali tra i due paesi per i prodotti industriali menzionati in alcune sezioni della tariffa doganale. L'accordo di libero scambio con la Macedonia prevede per i prodotti industriali soltanto l'applicazione di un dazio all'importazione pari all'1%.

L'accordo stipulato con la Bosnia Erzegovina ha abolito tutti i dazi doganali ed ha liberalizzato gli scambi commerciali sia per i prodotti industriali che per quelli agro-alimentari. Infine l'accordo di libero scambio siglato con l'Ungheria ha reso libero l'accesso dei prodotti croati nel mercato della CEFTA ed ha abolito i dazi all'importazione per più dell'80% dei prodotti industriali, mentre per il restante 20% è prevista la totale abolizione a partire dal primo gennaio 2002.

E' previsto un regime per la temporanea importazione di merci?

Il sistema doganale croato prevede la temporanea importazione solamente delle merci straniere destinate alla restituzione all'estero allo stato originario.
L'importazione temporanea è consentita per un periodo massimo di 24 mesi, durante i quali la persona fisica o giuridica straniera rimane proprietaria della merce.
L'importazione temporanea può essere effettuata per: merci da esibire a fiere e mostre internazionali; attrezzature professionali necessarie per lo svolgimento di attività nei paesi stranieri;       contenitori,          palletts,

imballaggio e campioni che vengono importati in occasione di un'operazione commerciale la cui importazione non rappresenta da sé un'operazione commerciale; utensili e strumenti necessari alla produzione di merce destinata all'esportazione; merce importata per scopi educativi; materiale per la promozione turistica; merce introdotta per scopi umanitari; mezzi di trasporto per uso commerciale o privato; beni di consumo; mobili.
L'importazione temporanea di queste merci è esente sia da dazi che da imposta sul valore aggiunto.

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Documentazione richiesta


I documenti idonei a comprovare la definitiva importazione della merce nel territorio croato sono l'esemplare Vs100 e la dichiarazione doganale tipo Dau rilasciati dalle locali autorità doganali. Tali documenti devono contenere l'indicazione del pagamento dei dazi doganali e tutti gli elementi che possano ricondurre il documento all'esportazione effettuata, e devono essere debitamente timbrati e firmati dalla locale autorità doganale.
La merce deve inoltre essere accompagnata da:
- fattura commerciale in copie da tre a cinque, contenente tutte le indicazioni di legge;


- certificato di origine per merci provenienti da paesi con i quali la Croazia ha stipulato accordi sul libero scambio;
- certificato sanitario, veterinario, di qualità, fitopatologico, di omologazione
e di libera vendita per le merci per i quali sono richiesti;
- permessi di importazione e autorizzazioni di importazione per determinati prodotti, quali farmaci, droghe, metalli preziosi, veleni e materie radioattive;
- documento di trasporto (lettera di vettura ferroviaria, polizza di carico, lettera di vettura aerea, lettera di vettura o CMR).

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Zone franche


Le zone franche in Croazia sono regolate da una legge del 1996 e sono costituite grazie ad una concessione del governo ad una o più persone giuridiche croate. Gli utilizzatori possono essere persone fisiche o giuridiche croate o straniere.
Attualmente in Croazia sono presenti 11 zone franche nelle quali lavorano oltre 3 mila dipendenti.
Le attività economiche che possono essere svolte all'interno delle zone franche sono la produzione di beni e servizi,  il  perfezionamento  di  merci, il


commercio all'ingrosso, le attività bancarie, finanziarie ed assicurative. Le importazioni e le esportazioni nella e dalla zona franca non sono soggette ad alcuna restrizione e sono esenti da dazio.
La legge inoltre riconosce agli utilizzatori delle zone franche una serie di agevolazioni quali l'esenzione fiscale quinquennale per le imprese che vi investono più di un milione di kune in infrastrutture e l'esenzione da dazi delle merci ivi stoccate e non disponibili sul territorio nazionale.

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Investimenti stranieri


In Croazia non esiste un'apposita normativa relativa agli investimenti esteri. Attualmente gli investimenti esteri sono regolati dalla legge sulle società, anche se alcuni aspetti degli investimenti esteri sono disciplinati da apposite disposizioni di varie leggi, regolamenti, decisioni e decreti.
L'investitore straniero, ovvero la persona giuridica la cui sede sociale si trova fuori del territorio della Repubblica di Croazia o la persona fisica cittadino straniero che acquisti quote o azioni di società, ha la facoltà di costituire o partecipare alla costituzione di società commerciali in Croazia ottenendo i diritti ed assumendo   gli   obblighi   alle   stesse


condizioni e con le stesse posizioni previste per le persone locali. La società può essere a totale partecipazione straniera oppure mista, anche se è previsto un divieto alla costituzione di società a totale partecipazione straniera nel campo degli armamenti, del traffico aereo e ferroviario e delle telecomunicazioni, nonché nel settore bancario, assicurativo, della stampa e dei media.
All'investitore straniero è garantito che nessuna legge successiva possa peggiorare i diritti acquisiti attraverso un apporto di capitale già effettuato, il trasferimento illimitato degli utili ed il libero rimpatrio del capitale ad investimento concluso.

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IL REGIME FISCALE

L'imposta sul valore aggiunto


L'imposta sul valore aggiunto, denominata in Croazia PDV, è stata introdotta nel gennaio del 1998.
L'aliquota ordinaria è pari al 22% e viene applicata su quasi tutti i prodotti, ad eccezione di pane, latte, libri, cassette audio e video, medicinali ed attrezzature ortopediche per disabili, riviste scientifiche, servizi di proiezione pubblica di film, per i quali è prevista un'aliquota dello 0%.
Il periodo fiscale è considerato l'anno solare, mentre il periodo di conguaglio va dal primo all'ultimo giorno del mese. La riscossione del tributo da parte degli Uffici delle Imposte avviene sulla base della dichiarazione presentata dal contribuente entro la fine del mese per il precedente periodo di conguaglio.
I beni e i servizi non soggetti ad imposta sono: servizi di assistenza sociale,  locazione  di immobili  abitativi,


prestazioni bancarie ed assicurative, cure mediche, importazioni in temporanea di merci, importazione di merci per aiuti umanitari, importazione di lingotti d'oro, di titoli ed azioni da parte della Banca Nazionale, importazioni del bagaglio personale, spedizione di pacchi postali all'estero, importazione a titolo gratuito di materiale pubblicitario e di campioni, masserizie importate da persone fisiche residenti all'estero che si trasferiscono in Croazia, importazioni di beni a titolo di donazione alle organizzazioni umanitarie, sanitarie, culturali e scientifiche, servizi di trasporto ferroviario nazionale, merci in transito attraverso il territorio doganale croato, forniture verso la zona franca ed all'interno della zona franca.

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Imposte dirette sulle persone giuridiche


L'attuale sistema fiscale croato garantisce parità di status a tutti i contribuenti, sia nazionali che esteri, persone fisiche e giuridiche.
Le persone giuridiche, sia nazionali che straniere, sono soggette ad aliquota del 20% sugli utili percepiti a partire dal 2001; l'imposta viene calcolata alla fine di ogni anno solare, anche se è prevista la possibilità di effettuare pagamenti anticipati sulla base dei risultati della contabilità e dei rendiconti finanziari.


Per gli investimenti di oltre 10 milioni di kune effettuati in società di nuova costituzione sono previste delle riduzioni sull'imposta per un periodo di 10 anni a partire dall'anno di inizio dell'investimento. Il governo inoltre può stabilire tramite decreto l'esenzione dall'imposta o la riduzione dell'aliquota per determinati contribuenti con lo scopo di promuovere la ricostruzione e lo sviluppo di certe zone di particolare tutela statale.

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Imposte dirette sulle persone fisiche


Le persone fisiche residenti e non in Croazia sono soggette all'imposta sul reddito delle persone fisiche per i redditi da lavoro dipendente (salari e stipendi), da attività autonoma (artigianato, libere professioni, agricoltura, silvicoltura), da patrimonio e diritti patrimoniali e da capitale.
Non sono invece soggetti ad imposta gli interessi derivanti da depositi a risparmio o maturati su conti correnti, gli interessi da carte valori, i sussidi ed assistenza sociale, le eredità e i doni, le entrate da lotterie e giochi e da assicurazioni, i compensi durante il periodo di disoccupazione temporanea,


i premi ad alunni e studenti, le entrate dei dipendenti a seguito di compensi, sussidi, premi, trattamenti di fine rapporto ecc. versati dal datore di lavoro entro un certo importo.
Le aliquote applicate variano dal 15% al 35% sulla base di scaglioni di reddito che vanno dalle 2.500 kune al mese alle 6.250 kune.
La normativa fiscale inoltre prevede la possibilità per le amministrazioni comunali con oltre 40 mila abitanti di applicare una tassa aggiuntiva che va dal 5% al 18% sul totale importo delle imposte a carico del contribuente.

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